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Ignazio Caruso nasce nel 1982 a Rivoli (To). Dopo un’esperienza di volontariato nel campo profughi di Pancevo (Serbia) fonda l’associazione ‘archisocial’ e ne crea il sito. Nel 2004 vince il terzo premio nel concorso di idee d’architettura organizzato da ‘a.res’. Dopo la Laurea in Storia e Conservazione dei Beni Architettonici e Ambientali si iscrive alla Laurea Magistrale in Architettura presso il Politecnico di Torino. Si specializza in architettura nei Paesi in Via di Sviluppo studiando nel dipartimento ‘Fachgebiet Planen und Bauen in außereuropäischen Regionen’ nella Technische Universität di Darmstadt (Germania) e partecipando all’‘International Studio 2007. Habitat Design in Urban Context – Affordable Sustainable & Humane Habitat’ organizzato dalla ‘Vastu-Shilpa Foundation for Studies and Research in Environmental Design’ ad Ahmedabad, in India. Si laurea con la tesi di ricerca “Necessità e potenzialità del riuso in uno slum indiano”.
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La rivista Geoinforma ne ha pubblicato un riassunto nell’articolo “Il modello della casa-spazzatura. Riciclo e riuso dei materiali in ambito edilizio” (ottobre 2008). Ha lavorato a Linyi, in Cina grazie all’associazione ‘Italian Senior Expert Service’, fornendo un’assistenza tecnica per il progetto del ‘Maling ancient battlefield relic park’ su invito del ‘Tancheng County Tourism Bureau’. Nel 2009 ha lavorato in Tanzania per la ‘Njombe Development Office’ attraverso il Servizio Civile Nazionale. Si è occupato della progettazione e della direzione dei lavori per la realizzazione del centro di aggregazione per bambini disabili 'Bethzatha' e di una casa dei volontari a Wanging'ombe. Qui ha progettato anche il ‘Centro assistenziale di riabilitazione post-operatoria per l'infanzia’ e l’‘Ostello delle famiglie’; poi la ‘Casa dei Ragazzi’ a Ilunda, l’asilo e l’orfanotrofio di Ilembula e la cappella cattolica di Iponda. Il centro 'Bethzatha' è stato pubblicato col titolo “Progettare e costruire in Tanzania. Il centro di aggregazione 'Bethzatha': dall'idea al cantiere” nel novembre del 2009 e nel “Manuale di architettura di emergenza e temporanea” di Clara Masotti (Esselibri, 2010). Specializzatosi come tecnico per la conduzione dei cantieri, attualmente frequenta il dottorato di ‘Innovazione tecnologica per l'ambiente costruito’ presso il Politecnico di Torino ed è relatore di un seminario
nel ‘Corso di perfezionamento in “Habitat, tecnologia e sviluppo”’ nella stessa università .
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Sara Martin nasce a Moncalieri (To). Diplomata Maestro d’arte nel 2001, si iscrive alla Laurea in Architettura per il Progetto. Nel 2007, mentre frequenta la Laurea Magistrale in Architettura presso il Politecnico di Torino, segue l’ “International Training Workshop on Whole Culm Bamboo Building Construction” presso il KONBAC (Konkan Bamboo & Cane Development Centre di Kudal), in India. Specializzatasi nello studio del bambù come materiale da costruzione, si è laureata a pieni voti con la tesi “Il bambù in India. Il caso studio dell’Assam: dalla tradizione un nuovo prototipo abitativo”. È stata invitata ad intervenire nella conferenza “Bambù nell’edilizia. Attuali usi e prospettive” organizzata dall’Università di Pisa e nella riunione annuale dell’‘European Bamboo Society’ a Bergerac, in Francia. Ha progettato due sedie in bambù lamellare per Preetam Rajkhowa, consulente tecnico dell’‘International Network for Bamboo and Rattan’ di Guwahati (India).
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Più recentemente ha pubblicato alcuni progetti per il concorso di idee dell’‘European Design Market Centre Bamboo Rattan’ (vedi http://bambuitalia.it/images/stories/Design/design%20catalog.pdf) e alcuni articoli nel bollettino annuale dell’‘Associazione Italiana Bambù’ ( http://bambuitalia.it//images/stories/bollettini/bollettino2007.pdf).
Nel 2009 ha vinto la borsa di ricerca ‘Giorgio Ceragioli’ per lo studio di un modulo in bambù per le emergenze; nel realizzarlo è stata docente nei workshop ‘Bamboo for emergency’, organizzati con la collaborazione del Politecnico di Torino.
Attualmente lavora in uno studio di architettura, pur mantenendo i suoi impegni a favore dei paesi in via di sviluppo attraverso l’AIB e ‘archisocial’, di cui è socia dal 2008 .
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